Esame citologico urinario: migliorare la diagnostica con la lavorazione CYTOfast e TPS II

Firenze, 22 febbraio 2024

L’esame citologico urinario svolge un ruolo importante nella diagnosi, nello screening e nel follow-up delle neoplasie della vescica e del sistema escretore in generale.

La citologia urinaria è generalmente prescritta ed eseguita su pazienti ad alto rischio come:

  • Individui con sintomi urinari (ematuria, pollachiuria, stranguria);
  • lavoratori esposti ad agenti cancerogeni;
  • Pazienti sottoposti a irradiazione pelvica o cicli di ciclofosfamide;
  • pazienti in trattamento per neoplasia dell’urotelio, data la frequenza delle recidive che si verificano in tali casi.

Negli ultimi 20 anni, la citologia urinaria è stata ampiamente utilizzata nella diagnosi e nel follow-up delle neoplasie della vescica ed è ancora considerata da molti il test fondamentale per questa patologia.

Per una procedura diagnostica accurata, è fondamentale che il campione di urina sia accompagnato da un’anamnesi dettagliata del paziente in merito a terapie precedenti o in corso in quanto possono facilmente alterare le cellule e quindi dare falsi positivi. Infatti, la cellularità e la morfologia cellulare possono essere alterate da manovre invasive, infezioni, infiammazioni, interventi chirurgici recenti, immunoterapia, radioterapia e chemioterapia locale o generale.

 

La raccolta e il processo

 

Per evitare deformità, il miglior campionamento è quello delle urine mattutine in quanto sono più cellulari anche se presentano alterazioni degenerative più pronunciate. Diagnosticamente, l’ottimale sarebbe la raccolta della seconda urina mattutina per 3 giorni consecutivi, conservata in un contenitore contenente fissativo.

I contenitori devono essere consegnati al laboratorio e lavorati da personale adeguatamente formato.

L’uso crescente della citologia urinaria è stato accompagnato da un contemporaneo miglioramento dell’accuratezza diagnostica dei preparati citologici. Le caratteristiche citomorfologiche delle neoplasie della vescica e dei suoi precursori sono state standardizzate, per cui il grado di anomalie citomorfologiche delle cellule è correlato al grading della neoplasia; Infatti, la capacità diagnostica della citologia urinaria è più accurata nelle neoplasie con grading più elevato perché le modificazioni cellulari sono più pronunciate e la cellularità è maggiore perché le cellule neoplastiche perdono il differenziamento classico.

Autori: dr. Gian Luca Milan – urologo andrologo Torino
Per leggere l’articolo completo, dai un’occhiata alla pagina scientifica qui.

 

Hospitex international: un leader nella citologia urinaria

Hospitex International è all’avanguardia nella citologia urinaria con il suo kit CYTOfast Urine24, che permette una raccolta semplice, sicura ed efficiente, la lavorazione con tecnologia CYTOfast (strato sottile standardizzato) e la refertazione secondo il gold standard The Paris System II.

La raccolta avviene con 3 provette per la massima disponibilità cellulare. Il fissativo utilizzato è sicuro e permette una perfetta conservazione delle cellule a temperatura ambiente. Il sistema di refertazione utilizzato, The Paris System II, ha la migliore accuratezza diagnostica.

Per questi motivi, Hospitex è in grado di garantire l’esame citologico con la massima sensibilità offerta dalla scienza medica.

 

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